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mercoledì 28 ottobre 2020

Ermete Trismegisto

Uno dei molti personaggi affascinanti dei discorsi medianici di Edgar
Cayce è il leggendario Ermete. Non è un personaggio facile da inquadrare
nella storia e Cayce si occupa solo delle sue attività come costruttore e
insegnante nell’antico Egitto. Scoprire chi fu Ermete è piuttosto complicato.
Le letture di Cayce si riferiscono ad Ermete come un essere divino egizio che,
insieme con gli dei Ra ed Iside, costruì la Grande Piramide di Giza (294-151), il
Tempio delle Documentazioni e il Tempio della Bellezza, che contenevano la
Sala degli Iniziati della Fratellanza Bianca (5748-5). Questa Fratellanza
Bianca non era limitata a sesso (nella lettura 845-1 una donna veniva
identificata come membro), razza o qualche religione particolare (254-109).
In origine non fu un gruppo egiziano (254-109), bensì un gruppo di anime
nelle “forze superiori” che possono influenzare questo mondo, persino
incarnarsi qui di tanto in tanto (254-83 e 254-109).
Per un certo periodo Ermete, Ra ed Iside furono anche gli insegnanti più
importanti nell’antico Egitto (966-1). Storicamente il nome Ermete è più
intimamente connesso con il dio greco in correlazione con il dio romano
Mercurio, ma non con un dio egizio. I greci avevano un altro nome per il capo
degli dei egizio a cui Cayce sembra riferirsi: Thoth, che è un altro nome greco
per il dio egizio Djehuti o Tehuti.
Nell’antichità, tuttavia, molti consideravano Tehuti, Thoth,
Ermete e Mercurio come lo stesso essere, con qualche variazione
culturale nella sua leggenda. Ciò che è davvero interessante, però,
è il fatto che qualcuno ha identificato il nome Ermete con Enoch,
personaggio della Bibbia. E’ questo collegamento che fa dire a
molti che le letture di Cayce inquadrano Ermete come una delle
incarnazioni del Logos (lo Spirito Cristico). Effettivamente gli
antichi greci associavano Enoch con Ermete e, nel manoscritto medievale I
Detti e i Proverbi dei Filosofi, circa 1477, troviamo questo passo: “Ermete
nacque in Egitto e si chiama così in greco come in latino si chiama Mercurio
ed Enoch in ebraico.” E’ chiaro che l’antichità abbia collegato Ermete con
Enoch. In realtà le letture di Cayce identificano Enoch come una delle
incarnazioni del Cristo, dello Spirito messianico, insieme con altre trenta
incarnazioni. Nello spirito, però, non ci fu mai un tempo in cui lo Spirito di
Cristo non aiutasse le anime sulla terra ed intorno ad essa (262-103).
Useremo qui il nome congiunto Ermete/Thoth. Bisogna tuttavia ricordare
che il personaggio Ermete della mitologia greca non si accorda esattamente
con le storie egizie di Thoth o con le letture di Cayce.
Ermete/Thoth viene rappresentato come un dio con la testa d’ibis.
L’uccello ibis vive fra i regni invisibili, profondi del mare e il mondo visibile
sulla Terra. Così Ermete/Thoth ha il potere di vivere fra le due realtà.
Secondo E.A. Wallis, autore di Gli Dei degli Egizi, gli antichi egizi erano
monoteisti, facendo irradiare tutti gli dei e tutte le dee dall’unico centro
divino, Ra. Tutte le anime, divine o umane, erano raggi provenienti dall’unico
Ra. Inoltre tutti gli esseri divini contribuiscono a comporre il tutto, che è Ra.
In questa luce, le tradizioni egizie identificano Ermete/Thoth come il cuore e
la lingua di Ra. Ermete/Thoth è lo strumento per mezzo di cui la
volontà di Ra veniva espressa attraverso la parola parlata e scritta.
Si ritiene che Ermete/Thoth abbia inventato la scrittura e la
conservazione di documenti. Viene chiamato Scriba della Verità,
Scriba degli Inferi, Scriba degli dei e Custode della
Documentazione. Ha inventato magia, arti mistiche, scienza,
astronomia, astrologia, matematica, geometria, rilevamento
topografico, medicina e altro!
Per comprendere in pieno questo grande capo degli dei egizio
dobbiamo inoltre tener presente che tutti gli dei importanti dell’Egitto
avevano i loro corrispettivi femminili, nel potere e nella responsabilità
all’altezza della parte maschile. Questo valeva anche per Ermete/Thoth.
In realtà egli ha due corrispettivi femminili, a seconda del ruolo su cui
ci si concentra. Come Custode della Documentazione, il complemento
femminile di Ermete è la dea Seshet, ma nel suo ruolo di Scriba della
Verità, il suo corrispettivo femminile è Ma’at. La dea Seshet è la fondatrice e
la protettrice delle biblioteche. E’ Scriba Divina, dea della Saggezza, Divina
Misuratrice, Misuratrice dei Templi, ausiliatrice di matematici, architetti e
scribi. Prendeva nota dei discorsi dei faraoni durante le incoronazioni. Si
teneva al corrente delle scorte e delle campagne militari. Viene rappresentata
con il bastone del tempo e gli strumenti di scrittura dello scriba e sopra la sua
testa ha un papiro stilizzato nella forma di una stella a sette punti.
Ma’at è la dea della verità. Il suo simbolo è la piuma, che indica
quanto à delicata la verità. Ma’at rappresenta anche la giustizia.
Era responsabile per la regolazione delle stelle e delle stagioni e
per la manutenzione dell’ordine nell’universo. Lei e Thoth sono
considerati il Logos di Platone, la Mente di Dio incarnato, essi si
vedono nella famosa scena egizia di morte della pesatura del
cuore. Insieme pesano il cuore di ogni persona al momento della
morte. La piuma della verità di Ma’at viene messa su un piatto
della bilancia, il cuore dell’anima sull’altro. Thoth registra la pesatura nel
libro della vita dell’anima. Se il cuore è leggero, allora lui o lei può passare
oltre in cielo. Se è pesante, una bestia lo mangia e l’anima deve reincarnarsi e
vivere in modo da sviluppare un cuore più leggero.
Ermete/Thoth ebbe anche una parte importante nell’aiutare Iside a
concepire immacolatamente Horus, che era il Messia dell’antico Egitto. Si
potrebbe dire che facesse la parte che l’arcangelo Gabriele faceva con Maria.
Si narra che Iside fosse turbata per la caduta dell’umanità nelle mani del
cattivo Set (Seth o Seti, tutti nomi per il Satana dell’Egitto). Voleva rimanere a
metà nel regno della terra e l’altra metà in cielo per salvare l’umanità
dall’influenza egocentrica di Set. Quando fu evidente che Set stava per
accecare tutti riguardo alla verità della loro origine divina e le influenze della
bontà, ella cercò di contrastare Set portando la luce di Ra in questo mondo.
Set aveva però tagliato il fallo di Osiride, marito di Iside, e l’aveva dato in
pasto ad un pesce. Come poteva restare incinta? Thoth/Ermete fermò ogni
movimento del cielo e si rifiutò di permettere che si movesse di nuovo fino a
quando Iside non si fosse resa conto di avere dentro di sé il potere di
concepire il Redentore di questa tragica situazione. Iside sapeva che, se il sole
e la luna non si fossero mossi, ogni vita sulla Terra sarebbe morta. Si turbò
molto. Thoth/Ermete le chiese se era stata con gli umani tanto a lungo da aver
dimenticato la sua divinità e i suoi poteri divini. Riflettendo su questo ella
buttò indietro la testa e concepì Horus nel suo grembo in modo immacolato,
l’occhio destro della Luce (Udjat, Wedjat). Ra era stato la luce originale,
l’occhio sinistro, puro ed innocente. Ora però il male era stato veduto, così
l’occhio destro è più acuto. Set strappò questo occhio a Horus, ma quando
Horus vinse Set e fu vittorioso, diede l’occhio come dono di saggezza ad
Osiride, il quale ne aveva bisogno , visto che era diventato il giudice di tutte le
anime che andarono oltre questo mondo e cercavano di entrare in cielo. Ora
Osiride fu in grado di vedere meglio.
Allo stesso modo che l’occhio sinistro è vero e puro e l’occhio
destro saggio e perspicace, Ermete/Thoth viene rappresentato
con il sole e la luna in testa, che stanno a significare la vera luce
che, in origine, tutte le anime conoscevano e la luce riflessa che
esse devono comprendere quando si trovano nell’oscurità.
Una lettura chiave di Cayce (55748-5) per le profezie parla
del ruolo di Ermete, affermando che ogni cosa sia stata
documentata fin dal principio (Atlantide e il primo Egitto) e verrà svelata
quando la Terra cambierà la sua posizione e il Grande Iniziato (che Cayce
identifica con Gesù Cristo) ritornerà in quella terra e in altri paesi quando
quelle profezie si concluderanno. Il Messia ritornerà sulla Terra a partire dal
1998. Dapprima arriva nei cuori e nelle menti di coloro che cercano la Luce
(5749-5 e 364-7). Questi sono tempi spirituali importanti, malgrado ciò che
vediamo fisicamente.
“Lui è oggi in giro sulla Terra? Sì, in coloro che gridano a Lui da ogni
angolo, perché Lui, il Padre, non ha permesso alla Sua anima di vedere la
corruzione né si è impossessata di quelle cose che fanno paura all’anima.
Perché Lui è il Figlio della Luce, di Dio ed è santo davanti a Lui e verrà di
nuovo nei cuori, nelle anime e nelle menti di coloro che cercano di conoscere
le Sue vie.” (5749-5)
Ancient Mysteries, giugno/
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