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domenica 3 luglio 2022

La prima lettura (reading) di Edgar Cayce

di Sidney D. Kirkpatrick
L’ipnosi è ampiamente riconosciuta come una tecnica terapeutica efficace
per alleviare il dolore, superare le abitudini e ricordare gli avvenimenti
passati. Meno compresa è la sua capacità di accrescere le doti medianiche.
Le persone ipnotizzate normalmente rendono meglio nelle prove di
laboratorio di chiaroveggenza, telepatia e precognizione. Questo fu il caso
del ventiquattrenne Edgar Cayce che, con l‘aiuto di ipnotizzatori, produsse
la sua prima lettura in trance il 31 marzo 1901.
Mettere Edgar in trance fu più difficile di quanto si possa immaginare: era
un giovanotto che, da ragazzo, aveva dimostrato un’ampia serie di talenti
psichici. Il primo tentativo fu fatto da Stanley Hart, “il re della risata”, che
invitò Edgar sul palcoscenico dell’Holland’s Opera House nel 1893, poco dopo
Edgar e la sua famiglia si erano trasferiti dalla loro fattoria a Hopkinsville nel
Kentucky. Benché Hart fosse un portavoce fervente per i presunti poteri
dell’ipnotismo di curare il mal di testa, guarire l’alcolismo ed eliminare
comportamenti autodistruttivi, era la commedia ad attirare le folle ai suoi
spettacoli. Invitava alcuni membri del pubblico sul palcoscenico, li mise in
trance ipnotica e ordinò loro di fare cose imbarazzanti come giocare alla
campana, imitare i pesci, salire su scale non esistenti e cantare melodie dello
spettacolo. Solo guardandolo, Hart giurò che Edgar fosse il soggetto ipnotico
ideale, ma con il disappunto di tutti, Hart fu incapace di mettere Edgar in
trance, e chiese ad Edgar di lasciare il palcoscenico.
Quattro anni dopo “Herman il Grande” fece un secondo tentativo. Mentre
stava visitando la compagnia grafica di Louisville dove Edgar stava allora
lavorando come impiegato, Herman dichiarò che il giovane sarebbe stato un
soggetto ideale per l’ipnotismo e chiese il permesso di “fargli perdere i sensi”.
Edgar acconsentì di farsi ipnotizzare, ma lo informò del tentativo precedente.
Herman non si lasciò dissuadere. Disse ad Edgar che più spesso una persona
viene ipnotizzata, più è facile “fargli perdere i sensi” e più si può andare in
profondità.
Herman fece concentrare Edgar su qualche oggetto che gli si tenne davanti,
mentre Herman ripeteva la suggestione di rilassarsi ed addormentarsi. La
prima cosa che Edgar ricordò in seguito fu che era sdraiato sul piano del
banco di negozio circondato dai compagni di lavoro. Non solo aveva “perso i
sensi”, ma aveva anche fatto tutto ciò che l’ipnotizzatore gli aveva detto di
fare. Edgar rise dell’esperienza e prontamente la dimenticò, fino ad un anno
dopo quando fu ipnotizzato a Madisonville nel Kentucky, durante un viaggio
d’affari con suo padre, Leslie Cayce.
Edgar e Leslie erano a Madisonville solo da alcune ore quando dei
funzionari sanitari statali arrivarono nel loro hotel e diedero ordine di
chiudere le porte. L’hotel venne messa in quarantena a causa di un’epidemia
di vaiolo e per tre giorni a nessuno fu permesso di entrare o uscire. Per
combinazione un altro ospite dell’hotel era un ipnotizzatore che si offrì di
intrattenere gli ospiti.
Come Herman il Grande, l’ipnotizzatore riuscì ad indurre Edgar in trance.
Di nuovo Edgar non ricordò ciò che successe perché aveva perso coscienza
appena l’ipnotizzatore gli aveva dato la suggestione. Edgar venne a sapere
solo ciò che suo padre e gli altri ospiti dell’hotel gli dissero quando si svegliò.
Secondo loro l’ipnotizzatore suggerì ad Edgar di suonare il piano.
L’intenzione dell’ipnotizzatore era divertire gli altri ospiti a spese di Edgar.
Nel migliore dei casi si aspettava che Edgar suonasse male, ma, più
probabilmente, che battesse sui tasti come un bambino che pretende di fare
musica. Edgar non solo colse la suggestione dell’ipnotizzatore, ma dimostrò
anche una bravura molto al di là di ciò che si potesse aspettare da qualcuno
che non aveva mai avuto una lezione di piano. Edgar si sedette sullo sgabello e
si mise a suonare della bellissima musica. Senza dubbio l’ipnotizzatore
credette di aver aiutato Edgar a scoprire un talento latente. Tuttavia la verità
era più stupefacente di quanto l’ipnotizzatore potesse aver immaginato.
Suonare il piano con destrezza era solo uno dei molti talenti “latenti”
straordinari che Edgar Cayce possedeva.
La prima volta
L’episodio che portò alla sua prima lettura in trance ebbe luogo
nell’inverno del 1900 quando, durante un viaggio d’affari ad Elkton nel
Kentucky, ad Edgar fu prescritto un sedativo troppo forte per curare
un’emicrania. Diverse ore dopo l’assunzione del farmaco Edgar fu trovato
mentre vagava semicosciente sul piazzale della stazione e fu portato a casa a
Hopkinsville. I medici non sapevano come curarlo, se non metterlo a letto.
Furono piacevolmente sorpresi quando, la mattina seguente, si svegliò e
sembrò stare bene. C’era solo un problema: era in grado di parlare solo in un
sussurro.
Passarono i giorni, poi le settimane e infine i mesi, e ancora la voce di
Edgar non migliorava. Incapace di comunicare, non aveva più la speranza di
essere mai in grado di guadagnarsi la vita o sposare la sua fidanzata, Gertrude
Evans. In un momento di disgusto di se stesso e di autocommiserazione la
pregò di liberarlo dal suo impegno, dicendo che lei si meritava di più da un
potenziale marito di ciò che lui era capace di fare. Gertrude non ne volle
sapere.
Ormai tutti a Hopkinsville sapevano della condizione di Edgar. Gli amici lo
esortarono a fare una nuova visita a Stanley Hart che doveva esibirsi
all’Holland’s Opera House. Hart era certo di poter determinare una
guarigione e, senza dubbio, era contento all’idea di farlo davanti ad un
pubblico pagante.
La sera del suo spettacolo, Hart invitò Edgar sul palcoscenico. Le luci della
ribalta furono abbassate. Hart, vestito con un costoso smoking nero, stava in
piedi direttamente davanti ad Edgar, dicendogli di concentrarsi su un oggetto
che fece penzolare davanti agli occhi di Edgar. A differenza del tentativo
precedente di Hart, Edgar entrò subito in trance.
Non esiste alcuna documentazione sulle parole che Edgar disse, ma dal
momento in cui aprì la bocca, il sussurro era sparito. Il pubblico restò senza
fiato e poi applaudì. Tutti resero onore a Hart per aver fatto funzionare la sua
magia. Tuttavia, presto divenne evidente un problema: appena Edgar fu
liberato dalla suggestione ipnotica di Hart, la sua voce ritornò ad essere un
bisbiglio, nonostante le istruzioni diverse di Hart.
Dietro le quinte dopo lo spettacolo Hart spiegò ciò che, secondo lui, era
accaduto: Edgar non era in grado di entrare in trance abbastanza
profondamente per ricevere le “suggestioni postipnotiche”. Hart era sicuro,
tuttavia, di poter rendere la guarigione permanente e promise che, per 200$,
avrebbe continuato a provarci finché non ci sarebbe riuscito. Edgar
acconsentì, benché non fosse chiaro come lui e la sua famiglia sarebbero
riusciti a tirare fuori i 200$. E’ ragionevole giungere alla conclusione che gli
editori del giornale Kentucky New Era abbiano acconsentito a dare il loro
contributo, perché, stando a quel che si dice, Hart incontrò l’editore prima di
passare nello studio dello specialista della gola di Hopkinsville che esaminò
Cayce prima e dopo la seduta ipnotica.
Come promesso, Hart mise Edgar prontamente in trance. Di nuovo Edgar
cominciò a parlare con voce normale, ma non appena Hart diede al suo
soggetto l’ordine di svegliarsi, Edgar riuscì a parlare solo in un sussurro.
Come fu rivelato i seguito, la valutazione di Hart della condizione del suo
soggetto era corretta in quanto la sua laringite può essere stata psicosomatica,
con manifestazioni fisiologiche. Solo che Hart non sapeva formulare
correttamente la suggestione ad Edgar quando si trovava in trance.
Frustrato, Hart salì su un treno e continuò la sua tournée in altre città.
Benché non fosse riuscito ad aiutare Edgar, aveva dato un contribuito
importante per la soluzione del problema. L’ipnotismo aveva certamente un
forte effetto su Edgar Cayce. Quale fosse esattamente, Hart non lo sapeva, ma
sapeva da rapporti precedenti che Edgar era capace di fare alcune cose
straordinarie mentre era in trance. L’ipnosi sembrava tirare fuori da Edgar
un potere che era rimasto latente fin dalla sua infanzia.
Altri esperimenti
Altri provarono e fallirono dove Hart aveva smesso. Fra loro ci fu il
professore universitario William Girao, che aveva visto la dimostrazione
all’Holland’s Opera House. Girao spedì ritagli di giornali su Edgar, insieme
con le sue osservazioni personali sul suo caso, ad un medico a New York,
sfortunatamente di nome John Quackenboss [il nome significava “capo dei
ciarlatani, n.d.tr.]. Era un eminente professionista di ipnoterapia e un
ardente sostenitore del fatto che ogni malattia potesse essere guarita
guidando la mente inconscia del malato a guarire il corpo. Quackenboss si
interessò in modo particolare al caso di Edgar e richiese altri dettagli, che
Girao gli fornì. Con grande sorpresa di Edgar, che non era stato informato
sull’interesse al suo caso, l’eminente ipnoterapista arrivò in treno a
Hopkinsville. Diversamente di Hart, era più interessato alle implicazioni
mediche del fenomeno che mettere su uno spettacolo o ottenere una
ricompensa.
Quackenboss pose molte domande profonde, ascoltò il resoconto di Leslie
sulle esperienze d’infanzia di Edgar e prese abbondanti appunti. Fu presto in
grado di indurlo in trance, ma non ebbe più successo di Hart. Quando era
ipnotizzato, Edgar era in grado di parlare normalmente. Da sveglio poteva
solo sussurrare. Restio ad arrendersi, Quackenboss provò un tipo di
esperimento diverso. Mentre Edgar era in trance chiese ad Edgar di
addormentare se stesso per 24 ore. Edgar prese la suggestione alla lettera. Si
addormentò all’istante e non fu possibile svegliarlo per esattamente 24 ore –
precise al minuto. Benché l’esperimento fosse considerato un altro
fallimento, si era riusciti a capire qualcosa in più. Edgar poteva fare ed
avrebbe fatto esattamente ciò che gli dicevano quando era in trance.
Come Hart prima di lui, Quackenboss si arrese e ritornò a casa. Girao,
tuttavia, era sempre incuriosito. Gli esperimenti lo avevano convinto che
l’ipnotismo fosse ancora la soluzione alla condizione di Edgar. Il problema,
Girao credeva, era trovare la giusta combinazione di suggestioni da dargli.
Intendendo assolutamente continuare gli esperimenti, ottenne la
cooperazione di Al Layne, l’unica persona che conosceva a Hopkinsville che
aveva una preparazione in ipnotismo.
Come Hart, Layne faceva parte di un’ondata crescente di interesse pubblico
per ciò che oggi potrebbe essere considerato medicina alternativa. A
differenza di Hart, tuttavia, non era interessato agli aspetti di intrattenimento
del presunto potere dell’ipnotismo di controllare il comportamento e guarire
le malattie. Considerava l’ipnotismo come uno degli aspetti delle cure
mediche che comprendevano anche l’osteopatia, la scienza di manipolare e
riallineare le vertebre umane ed altre strutture ossee per permettere al corpo
di guarire se stesso.
Per tutto il mese di febbraio e l’inizio di marzo 1901 Layne e Girao non
ebbero problemi a mettere Edgar in trance. I risultati furono sempre gli
stessi. Non appena uscì dalla trance, la laringite tornò. Ma ora, con l‘interesse
della collettività per il caso di Edgar, condussero i loro esperimenti in
pubblica vista nella vetrina della sede di un’impresa di pompe funebri sulla
Main Street. Presto Gertrude fece fermare questa dimostrazione pubblica.
Tuttavia il danno era già stato fatto. Adesso Edgar aveva il dubbio
riconoscimento di essere stato sul palcoscenico dell’Holland’s Opera House e
in mostra alle pompe funebri locali. Gertrude poteva ben immaginare che in
seguito sarebbe toccato al circo.
L’unico effetto nuovo degli esperimenti fu che Edgar era più loquace ogni
volta che Layne lo metteva in trance. Faceva praticamente tutto ciò che Layne
gli chiese, e smetteva di parlare solo quando veniva data la suggestione di
entrare in una trance più profonda; a quel punto la comunicazione smetteva
del tutto. Layne mise per iscritto le scoperte sue e di Girao in un’altra lettera a
Quackenboss. Nella corrispondenza di risposta Quackenboss rilevò una
tendenza simile riguardo ad Edgar. Ad un certo punto dell’ipnosi c’era un
momento in cui il sé inconscio di Edgar sembrava “assumersi la
responsabilità”. Forse, Quackenboss suggerì, Layne doveva metterlo in trance
e chiedere al suo sé inconscio di consigliare cosa si sarebbe dovuto fare per
ristabilirgli la voce.
Layne decise di provarci, nonostante la riluttanza dei genitori di Edgar a far
subire al figlio un’ulteriore sperimentazione. Il peso di Edgar era sceso da 83
kg a soli 43 kg, e, per sua stessa ammissione, aveva “i nervi a pezzi”. La
famiglia era messa a dura prova dalle continue ipnosi senza risultati. Nel
frattempo anche la salute di Gertrude non sembrava delle migliori. Anch’essa
era sotto peso e raramente si azzardava ad uscire, nemmeno per assistere alle
sedute ipnotiche di Edgar.
Layne supplicò di dargli ancora una possibilità. Edgar fu disposto a
continuare con gli esperimenti, ed in un bigliettino esortò i genitori a dare a
Layne il loro permesso. I bigliettini erano ora necessari perché il suo
sussurro era diventato così doloroso che non poteva dire più di qualche
parola alla volta. Insieme con la sua Bibbia si portava ora una matita e un
blocchetto di carta. A malincuore i suoi genitori acconsentirono.
La porta si apre
Leslie, Layne e la zia di Gertrude, Carrie Salter, si incontrarono in una
camera al primo piano nella casa dei Cayce sulla 7th Street la domenica
pomeriggio del 31 marzo. Edgar si sdraiò sul divano della famiglia. Leslie si
sedette su una sedia accanto a lui. Carrie stava in piedi accanto a Layne. Edgar
stava supino e si mise in trance da solo, come aveva imparato a fare dopo aver
subito così tante sedute ipnotiche precedenti. Layne fece la sua prima
suggestione non appena Edgar sembrò essere entrato in trance.
La seduta iniziò con le parole di Layne: “Ora tu dormi e sarai in grado di
dirci ciò che vogliamo sapere. Hai davanti a te il corpo di Edgar Cayce.
Descrivi la sua condizione e dicci ciò che non va.” Edgar cominciò a
mormorare, poi si schiarì la gola e parlò. “Sì,” disse. “Possiamo vedere il
corpo.”
Layne disse al padre di Edgar di annotare tutte le cose che vennero dette.
Troppo eccitato da ciò che stava avvenendo per rendersi conto che suo figlio
aveva carta e matita nella tasca del suo cappotto, Leslie si precipitò in cucina e
prese la matita che era legata alla lista della spesa. Anche dopo fu troppo
agitato da ciò che stava accadendo per annotare sulla carta qualche cosa di
coerente. Il rapporto di ciò che Edgar disse è stato messo insieme grazie ai
ricordi di Layne e Carrie Salter.
“Nello stato fisico normale,” disse Edgar, “questo corpo è incapace di
parlare a causa di una paralisi parziale dei muscoli inferiori delle corde
vocali, prodotta dalla tensione nervosa. Questa è una condizione psicologica
che produce un effetto fisico e può essere rimossa aumentando la circolazione
verso le parti colpite per mezzo della suggestione mentre si trova in questa
condizione inconscia. Questa è l’unica cosa che riuscirà a farlo. La
suggestione al corpo spinge la circolazione attraverso questa parte, e quando
la circolazione procede, toglie quella [paralisi], vi aggiunge nuova vita,
rifornisce le forze nervose, capisci.”
Layne, trovando curioso il fatto che Edgar si rivolgesse a se stesso in terza
persona e facendolo in un tono poco familiare e conversevole, gli diede un
altro ordine: “Aumenta la circolazione verso le parti colpite.” Edgar rispose:
“La circolazione sta cominciando ad aumentare. Sta aumentando.”
Leslie, Layne e Carrie si piegarono in avanti per guardare Edgar. Proprio
come il Cayce “dormiente” aveva detto, la circolazione verso la sua gola
sembrava davvero aumentare. Poterono vedere come la sua nuca cominciava
a gonfiarsi di sangue a tal punto che Leslie si sentì costretto di piegarsi e
sbottonare il colletto di camicia di suo figlio. La parte superiore del suo petto,
poi la gola, diventarono rosee. Il rosa pallido diventò rosa, poi rosso vivace.
Passarono venti minuti prima che Edgar si schiarisse la gola e parlasse di
nuovo. “Ora è tutto a posto,” Cayce disse, sempre in trance. “La condizione è
stata rimossa. Adesso le corde vocali sono perfettamente normali. Da’ la
suggestione che la circolazione torni normale e dopo questo che il corpo si
svegli.”
Layne fece come Cayce aveva ordinato, dicendo: “La circolazione tornerà
normale. Dopo questo il corpo si sveglierà.”
Osservarono mentre il rosso intorno alla nuca di Edgar si attenuò
diventando rosa e poi rosa pallido. Edgar si svegliò alcuni minuti dopo, si tirò
su a sedere, allungò la mano per prendere il suo fazzoletto, tossì e sputò
sangue. Il sangue che uscì non era solo una goccia o due, bensì abbastanza per
inzuppare il sottile fazzoletto di cotone, facendolo diventare cremisino.
“Ciao,” disse con voce chiara. “Ehi, riesco a parlare,” Edgar sorrise.
La madre di Edgar pianse. Suo padre non riuscì a controllarsi, strinse
calorosamente la mano di Layne e ripeté: “Bravo ragazzo, bravo ragazzo,
bravo ragazzo!”
Anche le sorelle di Edgar, Annie e Mary, che avevano origliato dal buco
della serratura, trovarono “l’esperienza di nostro fratello”, come la
chiamarono, “molto esaltante!”
Edgar era euforico. Voleva che gli raccontassero mille volte ogni dettaglio
di ciò che era successo. Voleva sapere esattamente ciò che era stato detto, chi
l’aveva detto e che aspetto aveva avuto quando Layne gli aveva detto di
aumentare la circolazione verso la sua nuca e suo padre aveva dovuto
sbottonargli il colletto. Il fazzoletto macchiato di sangue era la prova di
quanto la cura era stata notevole.
Così cominciò e terminò la prima lettura in trance documentata di Cayce.
La “porta”, come in seguito le capacità in trance di Cayce sarebbero state
descritte, si era aperta. Una volta aperta, non poteva essere chiusa facilmente.
da: Venture Inward, aprile-giugno 2013
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